Manifesto per la Libertà di Coscienza

sabato 23 luglio 2011
di  cilalp_france
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L’Umanità è nata libera.

La natura non ha creato né titoli, né religioni, né Chiese, né censura, né proprietà.

L’Umanità è divenuta se stessa uscendo dalla preistoria dopo una lunga lotta contro le terribili prove di un pianeta che essa non conosceva né capiva.

Liberandosi gradualmente da limitazioni e impedimenti, inclusi gli impedimenti che l’Umanità stessa aveva creato, l’Umanità ha dovuto affermare da sola i propri diritti.

I Diritti Umani non sono né affermati né strappati contro altri presunti “diritti” di origine sconosciuta.

Essi esistono perché l’Umanità esiste.

I Diritti Umani sono verità evidenti.

Il primo diritto, la prima libertà è il diritto di pensare liberamente.

Questa prima e fondamentale libertà si chiama libertà di coscienza.

In effetti, prima delle Chiese, c’era l’Umanità.

In effetti, sopra le Chiese, c’è l’Umanità.

Dei, Chiese, superstizioni, dogmi sono delle creazioni umane e nient’altro.

Sempre più coscienza

“Più luce!”

A secoli di distanza, noi facciamo nostra l’ultima frase di Goethe.

La libertà di coscienza è la libertà dell’Umanità di esaminare e di esaminarsi.

L’Umanità è fallibile e perfettibile perché è dotata di ragione e per ciò di criticismo.

Ciò che l’Umanità ha fatto, essa può disfare.

Le generazioni Umane che si succedono non possono incatenarsi mutualmente per l’eternità.

A differenza delle Chiese, l’Umanità libera e cosciente ha rifiutato, rifiuta e rifiuterà l’infallibilità.

Ciò che è buono per i Papi non è buono per gli esseri Umani.

L’umanità è perfettibile, ciò significa che essa può essere corretta e migliorata; essa non considera il paradiso come un passato colpevole e compiuto né come un avvenire inaccessibile e mistico, ma come un’azione di tutti i giorni che è resa possibile dalla libertà di coscienza.

Alla maniera di Protagora noi possiamo dire che “l’uomo è la misura di tutte le cose”. Il genio umano è illimitato. È capace di dividere la più piccola delle cellule dell’Universo, è anche capace di modificare la sua stessa struttura, di partire alla conquista di pianeti, di studiare l’origine del mondo e di pensare al suo proprio futuro. Purtroppo, è anche capace di programmare la sua propria distruzione.

Il destino dell’Umanità è il progetto dell’Umanità e, secondo la Mitologia, Prometeo, il ribelle, aveva ragione quando carpì il fuoco a coloro che lo possedevano per darlo agli’Uomini. È la metafora dell’Umanità in lotta per la sua emancipazione.

Affermando la libertà di coscienza, che è sinonimo di libertà dell’Umanità, l’Umanità ha sempre urtato contro i dogmi religiosi.

Ogni volta che l’Umanità è progredita, qualunque sia stato il modo, e ha affermato i suoi diritti, le Chiese hanno condannato.

La Storia

La lista dei martiri e degli eroi della libertà di coscienza supera molto largamente il breve richiamo che possiamo fare qui. Socrate fu condannato a bere la cicuta perché raccomandava ai giovani di pensare autonomamente. Il filosofo della Sorbona, Pietro Abelardo, fu evirato perché riteneva che la sua opinione valesse quanto quella dei “Padri”. Lo scienziato, Galileo Galilei, fu condannato per avere insegnato le verità che erano il risultato delle sue ricerche invece che quelle conformi alla Bibbia.

Lo stesso accadde per Etienne Dolet, Giordano Bruno, Michel Servet, Vanino Vanini e molti altri. Quando la “Magna Carta”, il primo documento nel Mondo Occidentale a stabilire diritti, fu pubblicata in Inghilterra nel 1215, Stephen Langton, arcivescovo di Canterbury, fu sospeso dal Papa perché aveva sostenuto tale Carta.

La dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e dei Cittadini, promulgata in Francia nel 1789, fu condannata dal Papa.

Charles Bradlaugh, democraticamente eletto al Parlamento di Westminster nel 1880, ha dovuto fare una lunga battaglia per avere il diritto di sedere in Parlamento senza dover prestare giuramento di fedeltà alla fede anglicana.

Il pedagogo spagnolo del libero pensiero Francisco Ferrer i Guardia fu fucilato nel 1909 su richiesta della gerarchia cattolica apostolica romana.

Il libero pensatore e libertino Chevalier de la Barre è stato giustiziato su ordine della Chiesa cattolica apostolica romana e Max Sievers, il capo del Libero Pensiero tedesco fu giustiziato dai nazisti ad Amburgo nel 1943.

La lista sarebbe molto lunga…

Essa testimonia dell’infaticabile lotta tra il dogma e la libertà di coscienza.

Al giorno d’oggi

Tutti possono vedere che le Chiese continuano a reprimere e perseguitare le coscienze. Le Chiese non sono cambiate.

Per esempio, in Pakistan, il dott. Younus Shaikh, accusato di blasfemia e stato condannato a morte nel 2001, prima di potersi rifugiare in Europa a seguito di una campagna internazionale di solidarietà. Ha passato più di tre anni nel braccio della morte.

In Nigeria, l’attivista Leo Igwe, è stato più volte arrestato e brutalizzato dalla polizia per avere difeso le persone accusate di “stregoneria”. Nel gennaio 2011, dopo due giorni di detenzione, è stato liberato in seguito a una campagna internazionale in suo favore.

Il giudice italiano Luigi Tosti non smette di lottare per essere pienamente reintegrato nella sua posizione dopo essere stato licenziato per essersi rifiutato di amministrare la giustizia in un’aula arredata con il crocifisso.

La “Grande Camera”, istanza d’appello della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, alla quale si era appellato il governo Berlusconi, il 18 marzo 2011, ha sentenziato in favore dello Stato italiano che intende continuare a imporre il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane. (Il caso è noto come “Caso Lautsi”).

Noi avremmo potuto prendere molti altri esempi, tra i quali la recentissima distruzione di opere d’arte ad Avignone in Francia, avvenuta per mano di un gruppo di cattolici, perché tali opere erano state giudicate “blasfeme”.

Conquistare, difendere o ristabilire la libertà di coscienza

Come tutti i diritti, la libertà di coscienza deve essere scritta nei testi di legge, che siano delle Dichiarazioni, delle Costituzioni, delle leggi o regolamenti.

In certi Paesi, questi testi esistono. È il caso del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America: “Il Congresso non farà alcuna legge che favorisca alcuna religione, o che proibisca la libera professione delle stesse, o che limiti la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per la riparazione di torti” (1791), è il caso della Legge di Separazione tra Chiese e Stato in Francia (1905) “La Repubblica non riconosce, né salaria né sovvenziona alcun culto. Di conseguenza, a partire dal primo gennaio seguente la promulgazione della presente legge, saranno soppresse dal bilancio dello Stato, dei Dipartimenti e dei Comuni, tutte le spese relative all’esercizio dei culti”, è il caso dell’articolo tre della Costituzione del Messico (1917) “né acquisizioni, né amministrazione di beni immobiliari per la Chiesa, alcuna personalità giuridica per la Chiesa”, è il caso del Portogallo, della Russia rivoluzionaria del 1917, del referendum costituzionale in Bolivia (2009), della Costituzione “interinale” del Nepal (2007), ed è il caso di altre legislazioni. Non è superfluo ricordare che questi testi di legge sono spesso disattesi e che la loro difesa o il loro ristabilimento sono necessari; questo è il caso, per esempio, della Francia dove tutti i governi, dopo il governo di Vichy, hanno violato la Legge della Separazione.

È per questo che noi salutiamo favorevolmente tutte le lotte che vanno nel senso della libertà di coscienza, tra le quali la recente abrogazione del delitto di blasfemia nel Regno Unito. In Polonia, nel marzo 2010, la rivista episcopale Gosc Niedzielny e l’arcivescovo di Katowice sono stati condannati per aver comparato la femminista Alicja Tysiac ai criminali nazisti. Altri esempi di vittorie sono noti.

Noi salutiamo le manifestazioni anticlericali in Polonia, in Italia; noi salutiamo le dozzine di migliaia di persone che marciano per le strade di Beirut in Libano per dire “La laicità è la soluzione”, in un Paese dove il sistema politico è una complicata mescolanza di divisione del potere basata sulle quote comunitarie; noi salutiamo le migliaia di dimostranti in Tunisia che ripetono continuamente le parole d’ordine di “Laicità = libertà e tolleranza”, “per una Tunisia Laica”; noi salutiamo le migliaia di manifestanti a Londra che hanno marciato durante la visita del Capo della Chiesa cattolica romana per dire “Make the Pope pay”; noi salutiamo i manifestanti laici in Spagna …

Sotto tutte le latitudini, in tutti i continenti, la forma è variabile ma la sostanza è la stessa: l’esigenza della libertà di coscienza!

Noi combattiamo per l’abrogazione di tutti i Concordati, contro tutte le guerre di religione e contro tutti gli “Scontri di Civiltà”

Riflessioni

Le nostre tradizioni e le nostre lotte, incluse le mozioni e le risoluzioni del Congresso mondiale del Libero Pensiero di Roma del 1904, sono il pegno e la promessa del nostro impegno.

Seguendo la tradizione del Congresso di Roma del 1904, i presenti o rappresentanti al Congresso mondiale di Oslo del 10 agosto 2011, fondante l’AILP (Associazione Internazionale del Libero Pensiero) decidono di lanciare due campagne, e cioè la verità sul finanziamento delle religioni e la giustizia per le vittime delle Chiese.

Poiché noi sosteniamo la libertà di coscienza, che implica la Separazione delle Chiese e dello Stato, noi vogliamo che sia fatta chiarezza sul finanziamento delle religioni, su questa “economia color porpora” che pesa sui bilanci degli Stati a detrimento della Salute e dell’Educazione, a profitto solo di coloro che si fanno chiamare “spirituali”.

Noi vogliamo che sia resa giustizia alle vittime delle Chiese.

Giustizia non è contrizione

La contrizione è una modalità religiosa che riguarda solo le Chiese, che si considerano al di sopra delle leggi umane.

Noi vogliamo la giustizia, il che implica, in caso di colpevolezza riconosciuta, delle sanzioni, ivi comprese sanzioni giudiziarie, finanziarie e morali.

Giustizia per le vittime degli abusi sessuali delle Chiese; essendo gli abusi sessuali delle Chiese un’istituzione nell’istituzione!

Giustizia per le vittime delle discriminazioni, stabilite dal quarto Concilio del Laterano del 1215, che ha imposto agli ebrei di portare un segno distintivo giallo, dell’inquisizione contro gli ebrei, musulmani o “eretici”.

Giustizia per i popoli che sono stati colonizzati ed “evangelizzati”, spossessati dei loro diritti e delle loro terre in Africa, Asia, America Latina e America del Nord. Citando J. Kenyatta “Quando i Bianchi sono venuti in Africa, noi avevamo le terre e loro avevano le Bibbie. I Bianchi ci hanno insegnato a pregare con gli occhi chiusi. Quando abbiamo aperto gli occhi, i Bianchi avevano le terre e noi le Bibbie”.

Noi vogliamo la piena libertà della ricerca scientifica nel rispetto della coscienza di ciascuno.

Noi vogliamo il diritto delle donne a disporre dei loro propri corpi.

Noi vogliamo la piena separazione dell’istruzione e della religione. Le famiglie sono libere di insegnare ai loro bambini quello che loro pensano sia bene insegnargli, ma l’Istruzione non può essere che opera della Scuola pubblica.

Noi non biasimiamo le persone per le loro opinioni.

Noi accusiamo le istituzioni pubbliche di voler imporre delle opinioni.

Prospettive

Noi, presenti o rappresentanti al Congresso mondiale del Libero Pensiero a Oslo, affrontando la questione cruciale della libertà di coscienza, sia attraverso le nostre proprie ricerche che la situazione corrente, senza sostituirci alle associazioni o alle organizzazioni, nazionali o internazionali che siano, affermiamo che:
- la libertà di coscienza è costitutiva della democrazia;
- la libertà di coscienza è costitutiva della liberazione dell’Umanità.

Noi ci impegniamo a:
- difendere la libertà di coscienza ovunque e per tutti;
- manifestare fraternamente e solennemente la nostra solidarietà a tutti quelli che sono o che saranno perseguitati per le loro opinioni.
- Chiedere a tutti quelli che si riconoscono in questo Manifesto di unirsi in questa lotta.

Il Manifesto sarà sottoposto al dibattito e al voto del Congresso mondiale del Libero Pensiero a Oslo, che si terrà il 10 agosto 2011. L’obbiettivo di tale Congresso mondiale è quello di ricostituire una Associazione Internazionale del Libero Pensiero.

Primi firmatari :

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A firmare il manifesto


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“Secular views in bioethics” Review and Prospects

INTERNATIONAL SYMPOSIUM

Friday, September 30th 2011

Saturday, October 1st , 2011

Campus Universitat de Barcelona

Facultat de Dret de la Universitat de Barcelona

Avda. Diagonal, 684

08034-BARCELO A

Under the auspices of the Observatori de Bioetica i dret and of the Faculte de Droit, universitat de Barcelona (Prof. Maria Casado and Albert Royes)

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